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Indagine FIMMG "Nuove frontiere per il medico di famiglia: Informatizzazione e Genomica"
- Confermata la quasi completa informatizzazione dei medici di famiglia italiani
- Sempre di più gli aspetti scientifici a forte innovazione entrano nella pratica medica
- Totale fiducia da parte dei medici nel vantaggio delle biotecnologie (95,8%)
La ricerca di FIMMG sulla genomica, intesa come la nuova frontiera della medicina clinica, e sul grado di informatizzazione, conferma, nell’edizione 2009, il positivo trend in atto relativo alla quasi completa informatizzazione del medico di famiglia italiano: il 98,5% dei medici utilizza il PC e internet nell’attività professionale. Ciò avviene infatti prevalentemente per il 90,9% del campione dei medici per l’archiviazione dei dati dei pazienti, per l’89,3% (in crescita del 2,2%) per la prescrizione di farmaci, per il 33,2% (in crescita dell’8,3%) per l’utilizzo di radiografie digitali.
Per l’80,8% del campione dei medici di medicina generale si conferma il ruolo centrale del web anche per l’aggiornamento professionale, mentre il 51,4% del campione (+ 1,5% sull’anno precedente) dichiara di aggiornarsi sulle innovazioni scientifiche e di biotecnologia, prediligendo corsi di aggiornamento ad hoc (72,9%).
L’esposizione dei medici ai temi innovativi della genomica nella pratica professionale cresce in modo ancora più sostanziale:
- l’uso occasionale aumenta del 13,7%, raggiungendo il 50,4% (era il 36,7% nel 2008) del campione,
- mentre cresce del 2,6 % raggiungendo il 4,3 % del campione l’uso quotidiano di analisi biochimiche o genetiche.
- Coerentemente, scendono le risposte sull’uso raro di tali conoscenze nella pratica quotidiana, al 37% (2008 48,9%),
Nell’insieme le risposte alla domanda “nella sua carriera si è mai trovato a mettere in uso le sue conoscenze in materia di genetica?” mostrano la più significativa variazione tra quanto dichiarato nel 2008 e nel 2009 autorizzando a desumere che l’attenzione dei medici si stia dirigendo sempre di più verso questo settore.
A riprova di ciò quasi la totalità del campione (95,8%) ritiene che le biotecnologie possano portare significativi vantaggi alla scienza medica e alla pratica di ogni giorno, anche se il 41,7% di questi medici ritiene che i benefici non arriveranno nell’immediato futuro.
Un’alta percentuale di medici, il 76,2%, ritiene che i pazienti mostrerebbero fiducia nei confronti delle nuove tecnologie e addirittura il 61,2 % ritiene che potrebbero chiedere un numero di esami eccessivo rispetto ai bisogni.
Relativamente alle finalità:
- Decisamente favorevoli sono i medici di famiglia italiani verso la possibilità, che offre la genomica, di produrre farmaci specifici per il singolo paziente; cresce infatti di 3 punti raggiungendo il 79% l’atteggiamento fortemente favorevole dei medici rispetto a questa opportunità.
- Favorevoli i medici sono anche relativamente all’utilizzo della genomica per la diagnosi precoce di patologie geniche: la ritiene utile in ogni caso il 43,3% (in crescita dell’1,9%), che sale al 53,5% dei medici che nello stesso tempo ritengono esistano anche implicazioni di carattere etico da tenere in considerazione.
- Alla domanda, infine, se i medici di famiglia sarebbero favorevoli a farsi coinvolgere nei risvolti applicativi clinici della genetica personalizzata attraverso l’esecuzione di test ambulatoriali rapidi ed economici si riscontra un’incondizionata disponibilità della categoria (48,6% ); cui va aggiunto un altro 26,9 % di medici che tuttavia ritiene che aumentino le difficoltà gestionali.
"Alla base della genomica stanno i metodi della biologia molecolare, le scoperte sul sequenziamento del genoma umano che consentono la definizione della genetica personalizzata, le cui applicazioni cliniche rendono possibile studi predittivi sull'incidenza di una data patologia su un campione o su un individuo rispetto alla popolazione generale per definire il rischio di sviluppare quella patologia. Per noi è importante misurare l’atteggiamento dei medici di famiglia nei confronti di aspetti a forte innovazione, perché sono loro a determinare l’uso su larga scala di determinate pratiche cliniche se naturalmente l’aspettativa dei risultati è positiva per il paziente – ha dichiarato Stefano Zingoni, responsabile nazionale del Centro Studi di FIMMG.
"In questo campo, una realtà in rapido divenire è la messa a punto di test sempre più rapidi ed economici, il cui utilizzo può rappresentare una potenzialità assistenziale importante se messa a disposizione di una medicina di frontiera, capillarmente diffusa come quella di famiglia.
La nostra indagine – afferma Zingoni - dimostra che il medico sarebbe disponibile, 89,1%, ad accettare un carico di lavoro supplementare per poter svolgere queste analisi in studio."
Nota metodologica
Il questionario è stato sottoposto dal Centro Studi nazionale della Fimmg al proprio campione statistico di medici di famiglia italiani, composto di circa 860 professionisti; il campione è sovrapponibile a quello utilizzato nel 2008 per l’analoga indagine.
FIMMG Federazione Italiana Medici di Medicina Generale
FIMMG oggi rappresenta circa il 64.35% dei 42.111 medici di Medicina Generale iscritti a un sindacato, pari a 27.099 medici, compresi i medici dei settori continuità assistenziale, medicina dei servizi ed emergenza sanitaria territoriale.
Da tempo FIMMG, coerentemente con la responsabilità di questa rappresentanza, è impegnata a favorire una riconsiderazione complessiva del ruolo della medicina di famiglia che è un perno fondamentale dell’attuale sistema delle cure primarie. I numeri sono significativi: i circa 47.000 medici di famiglia assistono una popolazione di circa 47 milioni di adulti dai 14 anni in poi. In Italia, lavorano circa 60.000 medici di medicina generale di cui 46.478 medici del settore assistenza primaria e 13.304 del settore di continuità assistenziale (ex guardia medica).
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